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lunedì 13 maggio 2013

Schiuma (ma non andò veramente così)


Questo racconto è costituito di immagini di pura fantasia. Ogni passaggio puramente casuale è un riferimento a persone o luoghi esistenti e a fatti realmente accaduti.



“Morirò tra circa undicimilaventitré giorni. Circa.”
Ti ritrovi con il tuo pallido bicchiere di vermouth appoggiato al lavandino di questo lurido cesso in cui ti costringo ad ascoltare i miei più assurdi e viscerali lamenti.
“Undicimila giorni e poco più.”
Pensi che siano pochini, che sono messo male, che forse, se è proprio così poco che mi rimane, è ora che prenda il toro per le corna faccia qualcosa della mia vita e ti accendi quel mozzicone di toscano rimasto. Nervosamente, come fai sempre. Pensando a un miliardo di altre cose. Un orecchio ad ascoltare gli sproloqui sbiascicati di un ubriaco, che non reggi decisamente più e la mente che vaga per i fatti suoi e pensi che se non ci muoviamo da questo cazzo di cesso il numero di quei giorni, citato poco fa, si ridurrà drasticamente.

lunedì 6 maggio 2013

Ricordo di un viaggio

Legno in tavole
Su cui lisciar mani callose
Macchiato di spuma
Giunta dal Nord,
Corroso
Da un volgare
Frastuono di voci
In sottofondo al mare,
Nulla può brezza,
Nulla il vento gagliardo
Che fende le pieghe,
Le venature,
I nodi,
Curvato dal tempo
Segue il suo scopo
S'impernia di vita,
Gode di miglia,
Balla sull'onde
Cullando le menti
Di chi vi si perde
A guardarlo
E rimane,
Inspiegabilmente,
Con strenua forza,
Su, a galla.

Molignì

mercoledì 13 marzo 2013

Diciassette incontri col Diavolo


     Tom Waits

Lieto d’averti!
La prima volta
E d’ingenuità
Dissi piacere.

Poi la seconda
Solo un saluto
Malvolentieri
Io ricambiai.

Al terzo incontro
Non aprì bocca
E per pigrizia
Tirai diritto.

Al quarto venne
Molto vicino
Ed in silenzio
Rimasi a guardare.

Il quinto allora
Lui mi sfiorò
E per vergogna
Gli urlai d’andare.

Il sesto d’ira
L’andai a cercare
Lui sorridente
Tese la mano.

Raggiunse poi
La giusta distanza
Chinai lo sguardo
Ormai rassegnato.

Chiaro fu il morbo
Solo l’ottavo
Vinse l’orgoglio
Rimedio non posi.

Al nono incontro
Mi disse il suo nome
Risi, sconfitto
Dagli occhi lucidi.

Era una notte
E m’offrì da bere
Seguirlo allora
Fu cortesia.

Poi fu sol lento
Sporco declino
Arduo è rialzarsi
Dal comodo sonno.

Dodici incontri
E lo riconobbi
Ma la paura
Ruppe nel pianto.

Al tredicesimo
Giustificandolo
Davanti al mondo
Fu il mio messia.

Agir successivo
Fu nel suo nome
E non soddisfatto
Mi denigrò.

Stupidità
Mi pose a cercare
Peggioramento
Del peggior me stesso.

Decisi allor
Di donargli la vita
Corda ben spessa
Stesa da un cappio.

L’ultimo incontro
Fu in punto di morte
Lo vidi allor
Brindare in mio nome.

Molignì

mercoledì 30 gennaio 2013

Chuck Palahniuk, “Fight Club”



Tyler c’era da un pezzo prima che ci conoscessimo.
Tyler pescava pezzi di legno dalla risacca e li trascinava sulla spiaggia. Nella spiaggia bagnata aveva già piantato un semicerchio di pali a pochi centimetri l’uno dall’altro, alti da arrivargli agli occhi. C’erano quattro ceppi e quando mi sono svegliato mi sono messo a guardare Tyler che ne trascinava su per la spiaggia un quinto. Tyler ha scavato una buca a un’estremità del palo, poi ha sollevato l’altra estremità fino a farlo scivolare dentro la buca in modo che rimanesse eretto, un po’ sbilenco.

sabato 5 gennaio 2013

La memoria nel tempo

Orologi contachilometri
ticchettano i secondi
di questo nostro viverci
d'incontri
ed io coi polpastrelli
ne seguo il tempo
scorrendo sulle curve
del tuo collo
e dei tuoi seni.
Scoprendoti.
Leggendoti.
Immergersi 
fin sopra i gomiti
in un gioco chiamato amarsi
e sentirlo infinito.


Molignì

mercoledì 14 novembre 2012

La geometria dei sensi: tatto

Rotondo al passaggio è 'l pollice
e fermo alla presa.
Perfetto l'indice e retto,
Accusatorio
E 'l mediano è compare
Ai minori,
Segreti al reale
e profeti, dall'arte
al sensibile.
Cinque estetici punti
D'intersezione
Tra ciò ch'è opinione
e ciò ch'è sorpresa.


Molignì

lunedì 6 agosto 2012

Avevo voglia di scrivere

credo che il mondo sia ora.
il passato è succo d'errore
e forma d'arte è 'l futuro
che ancora
si mostra prestante.
tu sola
farei volteggiare
di ciò che vorresti 
e non puoi per paura
ma pure
la notte s'assorbe i silenzi
e s'assenta e quel mesto
soler cinguettare
ch'udir m'addolora 
affiancare al rumore
dei passi d'un giorno affrettati
tra fasto e insicuro
arrancando ai rintocchi del tempo
e arrendermi allora
m'attende
in un grosso respiro
all'allenamento continuo
d'un congruo ritardo,
in questo
perenne vagare.


Molignì

giovedì 5 luglio 2012

Fortune Cookie

L'ingenuità
è una dote che solo un ingenuo
può sottovalutare.

Molignì

sabato 9 giugno 2012

Haiku

Al suon del vento
Si svestono i platani.
Finir d'autunno.

Molignì

lunedì 14 maggio 2012

Sergej Esenin, До свиданья, друг мой, до свиданья


До свиданья, друг мой, до свиданья.

Милый мой, ты у меня в груди.
Предназначенное расставанье
Обещает встречу впереди.

До свиданья, друг мой, без руки, без слова,
Не грусти и не печаль бровей,-
В этой жизни умирать не ново,
Но и жить, конечно, не новей.


lunedì 6 febbraio 2012

Fortune Cookie

Un uomo che urla in una stanza di sussurri
non ascolta che il rimbombo distorto delle sue parole.
Un uomo che sussurra tra le urla di una stanza
sente anche il più piccolo dei suoi pensieri.

Molignì

domenica 5 febbraio 2012

Jack Kerouac, “On the road”


A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perchè le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le teste e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno "Oooooh!!"



giovedì 19 gennaio 2012

La scelta

è il gesto dell'annullar necessità.
momenti
che appaiono possibili
sacrificati al battito
d'un lampo
che è fato, moto interno o chissà che.
magico nel farlo è l'ora
puro e nudo e privo
dei fronzoli nostalgici dei se
quanto di schivi e tendenziosi ma
che mostrano null'altro
che gelidi futuri già remoti
al solo pronunciarli.
Molignì

mercoledì 30 novembre 2011

Il seme della tristezza

partire come tradire
e sospirar versi
pesanti alla gola,
a grattar via il gelo,
silenzio
d'un orizzonte ampio in eccesso.
il seme della tristezza
affligge poeti
o mendicanti
d'amore
in egual metro.

Molignì

lunedì 3 ottobre 2011

Confessioni

Amo contraddirmi.
Nella mia vita non so far altro.
Al sussurro di qualcosa che non so
Grido il contrario
Per poi
affermar col beneficio del tempo
Che ero in torto.
Forse per piglio
o per vanto.
Ad essere sol'io
Colui che possa
Biasimarmi.

Cerco continuamente
Un debito col prossimo
Così che possa
Soltanto
ripagarlo.
Perfino puntualmente ritardando.
Parassitismo nato spontaneo.
Solo in piccola parte
Di un'infinita casistica
reciproco.
E ben accetto
Ancor meno.

E piango
una mia lacrima
Una
Che è quanto basta al verbo
Per ogni stronza volta
che stupido
sbadato
o pieno di un me stesso
che non sono
chiudo una canzone
ancor non terminata.


Molignì

giovedì 4 agosto 2011

La geometria dei sensi: udito


L'infinitesima macchia d'un foglio bianco.
Le note alla vista d'un occhio socchiuso.
Il vuoto in un cieco vicol sonoro.
Il resto che passa.
Tu ascolti e non capti.
E ti senti che vivi.
Nudo.


Molignì

venerdì 8 luglio 2011

Lacrime di coccodrillo


Come fronda stanca
d’albero
nella volta cinger
fumo in nuvole,
che sbuffa e s’adagia
e volenterosamente perde
chi l’abbruttisce.
Foglie gialle morte.
Così la cenere mi scrollo via.
Che gioia rossa
ardor del fuoco
a quella brezza
torni ancor l’anima.

Molignì

giovedì 9 giugno 2011

Vimini


c'ho bisogno d'un tempo
d'un sogno,
c'ho l'orgoglio del vento
sul grugno
ch'è un segno
o un bisbiglio del mondo.
c'ho una rima malsana
che smania
ruffiana
e prima d'ognuna
possibile
azione
in punta di lingua
a uscir si dimena.
è un magico gioco
un delirio
gaglioffo,
non poco,
conceda vossia,
del lessico
morbido
un bieco
sottil corollario.
è l'anima antica
che assolve al suo ufficio
e ardir se ne frega
accostar
il poema
alla bega.

baciata,
alternata,
incrociata,
invertita
or incatenata
e sparsa qua e là.

cieco,
sornione
vil
rabdomante
di note buone
e d'azione,
serpente in prigione,
la mente
privata
del lume della ragione
che ancora ricorda
le gote
e il sorriso
di donne,
un milione,
spiandone
il viso dioniso,
guardone,
ne scruta
la perfezione
e l'assenza di peso
e insisto
e l'emozione
in vero
lo riconosco
e ad essere
onesto e sincero,
è 'l meglior pretesto
all'umano
maldestro
perenne
voltar di stagione.

ode
ballata
canzone
stornello
rondò
sonetto
non smetto
e schiocco
le dita,
nonsense
da limericchio
perfetto,
la favola
satira
ch'assume
la forma
assai fatua
d'un vecchio
triolet

E pure son io
passant solitario
alla folla, all'oblio
rimario per poveri
di geniofollia
che dio
solo sa se la mia
sia dote
prurito
fastidio
soltanto capriccio
o pure
armonia.
l'attesa
è un sole mediocre
che arrossa
di poco,
di tono,
il colore
e fissa le sfumature
nell'iridi
chiare d'un volto
nel vento primaverile
riflesso perplesso
a pensare
e passa
sommesso
a dorarne il profilo,
donarne uno nuovo
e accorto
inosservato
ogni giorno più schivo
in silenzio
poi
muore.
un lasso d'eterno
nel quale, mi fermo
dal calpestare
quel manto
di foglie
di ruggine
chine
passite dal tempo
dall'abitudine
e inciampo alla fine
in me stesso
medesimo
me sognatore
e dondolo appeso
all'indaco vuoto
screziato
da un blanco sorriso,
a malapena
calpesto il terreno,
sospeso
in un susseguirsi di rime
tra sogno e finzione,
un poco indeciso
un poco sorpreso.
Molignì

domenica 8 maggio 2011

Fiori rossi


Dorothybella
vicina riposi
Dorothybella
a meno d'un passo

Carezzerei
quei tuoi bei fianchi rosa
con le tue mani
Ti carezzerei

se non sapessi
che al solo coraggio
I tuoi tacchetti
via schioccherai

lasciando me
Sporco fuggiasco
Dorothybella-sparita
di sasso.

Molignì