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lunedì 6 maggio 2013

Ricordo di un viaggio

Legno in tavole
Su cui lisciar mani callose
Macchiato di spuma
Giunta dal Nord,
Corroso
Da un volgare
Frastuono di voci
In sottofondo al mare,
Nulla può brezza,
Nulla il vento gagliardo
Che fende le pieghe,
Le venature,
I nodi,
Curvato dal tempo
Segue il suo scopo
S'impernia di vita,
Gode di miglia,
Balla sull'onde
Cullando le menti
Di chi vi si perde
A guardarlo
E rimane,
Inspiegabilmente,
Con strenua forza,
Su, a galla.

Molignì

mercoledì 13 marzo 2013

Diciassette incontri col Diavolo


     Tom Waits

Lieto d’averti!
La prima volta
E d’ingenuità
Dissi piacere.

Poi la seconda
Solo un saluto
Malvolentieri
Io ricambiai.

Al terzo incontro
Non aprì bocca
E per pigrizia
Tirai diritto.

Al quarto venne
Molto vicino
Ed in silenzio
Rimasi a guardare.

Il quinto allora
Lui mi sfiorò
E per vergogna
Gli urlai d’andare.

Il sesto d’ira
L’andai a cercare
Lui sorridente
Tese la mano.

Raggiunse poi
La giusta distanza
Chinai lo sguardo
Ormai rassegnato.

Chiaro fu il morbo
Solo l’ottavo
Vinse l’orgoglio
Rimedio non posi.

Al nono incontro
Mi disse il suo nome
Risi, sconfitto
Dagli occhi lucidi.

Era una notte
E m’offrì da bere
Seguirlo allora
Fu cortesia.

Poi fu sol lento
Sporco declino
Arduo è rialzarsi
Dal comodo sonno.

Dodici incontri
E lo riconobbi
Ma la paura
Ruppe nel pianto.

Al tredicesimo
Giustificandolo
Davanti al mondo
Fu il mio messia.

Agir successivo
Fu nel suo nome
E non soddisfatto
Mi denigrò.

Stupidità
Mi pose a cercare
Peggioramento
Del peggior me stesso.

Decisi allor
Di donargli la vita
Corda ben spessa
Stesa da un cappio.

L’ultimo incontro
Fu in punto di morte
Lo vidi allor
Brindare in mio nome.

Molignì

sabato 5 gennaio 2013

La memoria nel tempo

Orologi contachilometri
ticchettano i secondi
di questo nostro viverci
d'incontri
ed io coi polpastrelli
ne seguo il tempo
scorrendo sulle curve
del tuo collo
e dei tuoi seni.
Scoprendoti.
Leggendoti.
Immergersi 
fin sopra i gomiti
in un gioco chiamato amarsi
e sentirlo infinito.


Molignì

lunedì 6 agosto 2012

Avevo voglia di scrivere

credo che il mondo sia ora.
il passato è succo d'errore
e forma d'arte è 'l futuro
che ancora
si mostra prestante.
tu sola
farei volteggiare
di ciò che vorresti 
e non puoi per paura
ma pure
la notte s'assorbe i silenzi
e s'assenta e quel mesto
soler cinguettare
ch'udir m'addolora 
affiancare al rumore
dei passi d'un giorno affrettati
tra fasto e insicuro
arrancando ai rintocchi del tempo
e arrendermi allora
m'attende
in un grosso respiro
all'allenamento continuo
d'un congruo ritardo,
in questo
perenne vagare.


Molignì

giovedì 19 gennaio 2012

La scelta

è il gesto dell'annullar necessità.
momenti
che appaiono possibili
sacrificati al battito
d'un lampo
che è fato, moto interno o chissà che.
magico nel farlo è l'ora
puro e nudo e privo
dei fronzoli nostalgici dei se
quanto di schivi e tendenziosi ma
che mostrano null'altro
che gelidi futuri già remoti
al solo pronunciarli.
Molignì

mercoledì 30 novembre 2011

Il seme della tristezza

partire come tradire
e sospirar versi
pesanti alla gola,
a grattar via il gelo,
silenzio
d'un orizzonte ampio in eccesso.
il seme della tristezza
affligge poeti
o mendicanti
d'amore
in egual metro.

Molignì

lunedì 3 ottobre 2011

Confessioni

Amo contraddirmi.
Nella mia vita non so far altro.
Al sussurro di qualcosa che non so
Grido il contrario
Per poi
affermar col beneficio del tempo
Che ero in torto.
Forse per piglio
o per vanto.
Ad essere sol'io
Colui che possa
Biasimarmi.

Cerco continuamente
Un debito col prossimo
Così che possa
Soltanto
ripagarlo.
Perfino puntualmente ritardando.
Parassitismo nato spontaneo.
Solo in piccola parte
Di un'infinita casistica
reciproco.
E ben accetto
Ancor meno.

E piango
una mia lacrima
Una
Che è quanto basta al verbo
Per ogni stronza volta
che stupido
sbadato
o pieno di un me stesso
che non sono
chiudo una canzone
ancor non terminata.


Molignì

venerdì 8 luglio 2011

Lacrime di coccodrillo


Come fronda stanca
d’albero
nella volta cinger
fumo in nuvole,
che sbuffa e s’adagia
e volenterosamente perde
chi l’abbruttisce.
Foglie gialle morte.
Così la cenere mi scrollo via.
Che gioia rossa
ardor del fuoco
a quella brezza
torni ancor l’anima.

Molignì

giovedì 9 giugno 2011

Vimini


c'ho bisogno d'un tempo
d'un sogno,
c'ho l'orgoglio del vento
sul grugno
ch'è un segno
o un bisbiglio del mondo.
c'ho una rima malsana
che smania
ruffiana
e prima d'ognuna
possibile
azione
in punta di lingua
a uscir si dimena.
è un magico gioco
un delirio
gaglioffo,
non poco,
conceda vossia,
del lessico
morbido
un bieco
sottil corollario.
è l'anima antica
che assolve al suo ufficio
e ardir se ne frega
accostar
il poema
alla bega.

baciata,
alternata,
incrociata,
invertita
or incatenata
e sparsa qua e là.

cieco,
sornione
vil
rabdomante
di note buone
e d'azione,
serpente in prigione,
la mente
privata
del lume della ragione
che ancora ricorda
le gote
e il sorriso
di donne,
un milione,
spiandone
il viso dioniso,
guardone,
ne scruta
la perfezione
e l'assenza di peso
e insisto
e l'emozione
in vero
lo riconosco
e ad essere
onesto e sincero,
è 'l meglior pretesto
all'umano
maldestro
perenne
voltar di stagione.

ode
ballata
canzone
stornello
rondò
sonetto
non smetto
e schiocco
le dita,
nonsense
da limericchio
perfetto,
la favola
satira
ch'assume
la forma
assai fatua
d'un vecchio
triolet

E pure son io
passant solitario
alla folla, all'oblio
rimario per poveri
di geniofollia
che dio
solo sa se la mia
sia dote
prurito
fastidio
soltanto capriccio
o pure
armonia.
l'attesa
è un sole mediocre
che arrossa
di poco,
di tono,
il colore
e fissa le sfumature
nell'iridi
chiare d'un volto
nel vento primaverile
riflesso perplesso
a pensare
e passa
sommesso
a dorarne il profilo,
donarne uno nuovo
e accorto
inosservato
ogni giorno più schivo
in silenzio
poi
muore.
un lasso d'eterno
nel quale, mi fermo
dal calpestare
quel manto
di foglie
di ruggine
chine
passite dal tempo
dall'abitudine
e inciampo alla fine
in me stesso
medesimo
me sognatore
e dondolo appeso
all'indaco vuoto
screziato
da un blanco sorriso,
a malapena
calpesto il terreno,
sospeso
in un susseguirsi di rime
tra sogno e finzione,
un poco indeciso
un poco sorpreso.
Molignì

domenica 8 maggio 2011

Fiori rossi


Dorothybella
vicina riposi
Dorothybella
a meno d'un passo

Carezzerei
quei tuoi bei fianchi rosa
con le tue mani
Ti carezzerei

se non sapessi
che al solo coraggio
I tuoi tacchetti
via schioccherai

lasciando me
Sporco fuggiasco
Dorothybella-sparita
di sasso.

Molignì

venerdì 25 febbraio 2011

Le scintille

(dedicata a Sole e Luna)

Compare come dal nulla
e balla, da bimba che impara a ballare,
null'altro che un bianco coriandolo,
una piccola lama perfetta
che specchia frammenti di luna
par lacrima a galla sul mare.

Ne affacciano allora mill'altre
maldestre e frenetiche e scuotono,
come farfalle, candide l'ali.
Nessuna è il principio dell'onda
che monta e che veste di spuma
ma tutte preziose, d'argento, sbrilluccicano.

Vivono il tempo che l'acqua s'increspi
che tutti, financo il più acerbo delli sospiri
disteso si perda ai confini di cielo e di mare.

Molignì

mercoledì 16 febbraio 2011

In posizione fetale

arduo
è voltar pagina
e colorar
d'inchiostro
e bile
vuoti
lasciati
a perder
l'ultime righe
scritte
per lei.
ne ascolto
la mancanza
e lo stridor
nell'aria
eppur
con queste
migne
lettere
contigue
tratteggio
spurio
e note
un altro
stanco
sonno
giunge.

Molignì

giovedì 13 gennaio 2011

Sinestesia


Prova a descrivere un cielo,
Screziato di nuvole rosa,
In riccioli
Che sfumano ai bordi.

Prova a distendere il volto
Dal vento che spruzza dal mare,
Dal sole
Che sorge al mattino.

Prova a sentire dei viaggi
Che un piccolo grano di sabbia
Racconta
A chi vuol tacere.

Prova a scolpire le ombre
Di passi in riva alla spuma
Ch'ondeggia
al ritmo del cuore.

Prova a sentire che vivi
Di tempo assoluto e leggero
Che in lacrime
Scivola denso.

Prova
Senza un amore.

Vedrai che ciò che sostieni reale
È pura immaginazione,
Secondi scanditi in rintocchi,
L'essenza traspira la pelle,
Gli occhi son chiusi in silenzio
A spegnere un mondo
Che intanto
Continua a girare.


Molignì

sabato 11 dicembre 2010

Collage #1

Gira la noche sobre sus invisibles ruedas
Ausente por los sueños tu corazón navega
Luciernaga a la unidad del cielo condenada
Buscandome sin verme, en el frio oto
ño

No te vayas por un minuto bienamada,
Es bueno, amor, sentirte cerca de mí en la noche
Mientras yo sigo el augua que llevas y me lleva
Y ya no soy sin ti sino s
ólo tu sueño.

Y esta palabra, este papel escrito
Por la mil manos de una sola mano,
Des mi recuerdos, la irritada espuma

No quiere más sino escribir tu nombre.
Y aunque lo calle, mi sombr
ío amor
M
ás tarde lo dirá la primavera.

(Pablo Neruda)

sabato 27 novembre 2010

Io nell'attesa dipingo

Da quel balcone i fari sembran luccichi
E i motori crespe d'onda

In lontananza,
Cullate di brezza,
Che le cicale e 'l basilico fresco
Dalla città ti senti al mare.

Riconto cicatrici nascoste,
Peso le spalle ormai stanche
E s'allentano i dubbi,
Al riverbero lento di ciò che
Consiglio,
Si scambi per swing.

Il lino m'avvolge la vita,
Traspira e palesa segreti
Che sciocchi fantasmi irrequieti
Dovrebbero,
Volesse il cielo,
Non scontrar mai.

Son io al momento sbagliato,
Ch'attendo, m'innamoro e m'arrovello
E batto quei secondi che si truccano con sogni
Fra tutti,
Tutti quanti i miei fratelli,
Io nell'attesa dipingo.

Chissà quante belle passanti
Sorridono in questo momento,
Rapite in sovrappensiero
Fantasticando sognano.
Fragili fiori di campo
Sfumati dall'acre odore del vento
Ch'ardisce impudente
Sfiorarne le gonne e le chiome.

Nessuna delle mie dita
Turbare nè coglierne
Alcuno
Oserà
Ma dietro le quinte,
Di questo me stesso
Ridente,
In profilo sinistro,
Indugio quel tanto che basta
Ad un nuovo,
Scròscio sonante
Batter di mani.

Molignì

venerdì 19 novembre 2010

Auguri di Buon Compleanno

(dedicato ad un poeta e un amico)

le miniature
di vergine
carta
sfuggevole
al tatto
in busta
conserta
da lettera
bianca
perlata
che un palmo
di mano
indiscreta
o poco
educata
d'infante
perfino
potrebbe
stracciare
rivela
tratteggi
d'inchiostro
bluastro
di china
d'argento
dorato
di bellagrafia
parole
corsive
di bigiotteria
a tener
per mano
un pensiero
vestito
di carta
da festa
che il cuore
dal peso
di un anno
trascorso
stillato
dal tempo
che nulla
nemmeno
un momento
concede
tornare
tramuta
in leggero
estorto
è il sorriso
le gote
si tirano
sollevano
il muso
adagio
l'appendono
ai bordi
del viso
così che
la mente
distesa
rifiati
per solo
un istante
ritorni
a sognare.


Molignì

domenica 4 luglio 2010

Anonimo incompleto


Scrivo

In disparte all'amore,
Sbirciando ciò che combina

Moine
D'un breve edonismo,
Misto d'inchiostro di china,

Strofe
D'esausto cantare
Empie di luna diafana

Corse
A preservar 'l senno,
Fintanto che spunta mattina,

Gioie
Di cernere fiori
Freschi di mite stagione,

Pose
D' un viaggiatore,
Fra passi di ballerine,

Dita
Rosse di fragole,
D'un tratto al ricordo lontane,

T'amo,
Ch' al sol pensarti
Vampa d'amaro rimane.

Sogno,
Che almeno son vero
Che 'l meglio è ancor da venire.



Molignì

domenica 21 marzo 2010

Primavera

Dammi una vita nuova,
Che splenda e che sia sgargiante,
Che danzi gitana in vortice
E che mi rapisca,
Ebbra e suadente e fragile,
Ad occhi chiusi dediti
E 'l cuore a mille all'ora.

Portami a contemplar le nuvole,
A dondolar la mente al volo degli uccelli,
Tienti stretta al mio gomito
Per tante e tante lune
E stelle,
Fra tutte l'altre genti,
Ad affrontar le piogge che cadranno
E il gelido del vento.

Dammi una vita libera,
Che s'improvvisi tenera
Sfocata di segreti e vino rosso,
Di lenzuola morbide e 'l cuscino,
Vogliosa di tramonti
E mille profumati baci
Brillando,
Riflessa sull'onde.

E poi prenditi pure l'anima,
Ogni pensiero mio,
Ogni sorriso, ogni mio gesto comico,
Ogni follia,
Al suon d'una fisarmonica
Pregna di respiri,
In sottofondo,
Tra i nostri sguardi taciti.


Molignì

mercoledì 17 febbraio 2010

Miraggi

C'è qualcosa di sottile
Che mi perseguita,
Che mi sbeffeggia e mi corteggia,
Che gioca
Con me ed il mio essere.

Si diverte
A respirarmi accanto
Così che la fiammella che m'arde dentro
Danzi scompostamente,
S'affievolisca, accucciandosi mesta
Per poi rapinar spazio all'aria
E tender verso l'alto.

Tutto in un ciclo,
Scandito dal tempo
Dell'aritmia
Del cuore.


Molignì

venerdì 18 dicembre 2009

Non si finisce mai d'amare

Prima che finisca l'oggi
E prima che l'orgoglio ci ripensi
E prima che anche questo freddo ci abbandoni
E si perda nello scorrere frenetico delle nostre vite,
Vorrei mandarti un bacio.
Ma non uno qualsiasi.
Un bacio dolce, labbra a labbra,
Morbido,
Che ti sfiori senza stringerti
E che ti lasci,
Per quanto sia possibile,
Un brivido,
Un ricordo
E un debole sorriso.


Molignì